Gli algoritmi dell'anima: la personale di Fiona Sartoretto Verna tra arte e Intelligenza Artificiale

Pubblicato il 3 gennaio 2026 alle ore 11:51

Pennellate "artificiali" che non sono mai state così reali e personali. "Oltre me in me", la personale di Fiona Sartoretto Verna, ospitata negli spazi di Margutta Design, si colloca con decisione all’interno di uno dei dibattiti più urgenti dell’arte contemporanea: il ruolo dell’intelligenza artificiale come nuovo strumento di linguaggio, non più semplice supporto tecnico ma parte integrante del processo creativo. La mostra è un progetto unitario e consapevole in cui pittura, digital art e IA generativa convivono in un equilibrio raro e privo di compiacimenti tecnologici. 

 

Curata da Gianni Deidda e Sylvia Irrazabal, l’esposizione si sviluppa su due livelli, articolando un percorso che alterna superfici fisiche e dimensioni digitali, materia e immaterialità. Stampe su metallo e plexiglass dialogano con opere digitali e interventi pittorici, mentre al piano inferiore gli oli su tela restituiscono una dimensione più narrativa e introspettiva della ricerca dell’artista. L’allestimento, attentamente calibrato, riflette la formazione architettonica di Sartoretto Verna e la sua attenzione alla relazione tra opera, spazio e luce.

 

L’elemento di maggiore originalità è nell’uso poetico dell’intelligenza artificiale. Ogni lavoro è accompagnato da un QR code che conduce a micro-video di cinque secondi, brevi sequenze generate attraverso processi di IA concepite come estensioni emotive dell’opera. Non si tratta di contenuti didascalici né di animazioni decorative: questi frammenti visivi agiscono come soglie percettive, ampliando il campo dell’opera oltre il supporto fisico e introducendo una dimensione temporale che arricchisce l’esperienza estetica. In questo senso, l’IA diventa un vero e proprio dispositivo narrativo.

 

Il percorso segue idealmente le tre fasi dell’amore — innamoramento, crisi e memorie — costruendo una trama emotiva coerente sul piano simbolico e cromatico. Nella prima sezione, dedicata all’innamoramento, la tavolozza è accesa e dinamica: vortici, elementi naturali, farfalle e isole immaginarie restituiscono visivamente l’instabilità e l’energia delle emozioni iniziali, attraverso un linguaggio che privilegia il movimento e la pulsazione cromatica.

 

La fase della crisi introduce una riflessione più complessa, in cui la dimensione emotiva si intreccia con l’attualità. La guerra appare in forma simbolica, mediata dal linguaggio digitale: figure infantili in corsa verso una luce ambigua evocano una tensione irrisolta tra pericolo e speranza. Tuttavia, la visione non si chiude mai in un registro cupo; il ritorno a paesaggi fioriti e luminosi suggerisce una possibilità di resistenza poetica, affidata alla forza dell’immaginazione.

 

Le memorie costituiscono l’ultima tappa del percorso. Qui emergono i vasi, elemento iconico della ricerca di Sartoretto Verna, intesi come contenitori di ricordi e di storie sospese. In questa sezione, la pittura a olio recupera una centralità materica e narrativa, offrendo un contrappunto alla componente digitale e riaffermando la continuità tra linguaggi tradizionali e sperimentazione tecnologica.

 

"Oltre me in me" mette così in evidenza una ricerca artistica ibrida e consapevole, in cui l’intelligenza artificiale non sostituisce il gesto umano ma ne amplia le possibilità espressive. La mostra si propone come un esempio significativo di come l’arte contemporanea possa dialogare con le tecnologie emergenti senza rinunciare a profondità emotiva, qualità formale e coerenza progettuale. Un percorso che non celebra la macchina, ma interroga, attraverso di essa, nuove modalità di visione e di racconto.

 

 

 

 

di Maria Romana Barraco