Lùmia: il nuovo progetto visionario di Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis

Uscirà venerdì 29 maggio Lùmia, il primo progetto discografico nato dall’incontro tra la scrittura d’autore di Ilaria Porceddu e la sensibilità cinematografica di Emanuele Contis. Due percorsi artistici differenti, quasi paralleli, che in Lùmia riescono a trovare un equilibrio raro, senza mai perdere la propria identità. Da una parte Ilaria Porceddu, cantautrice dalla scrittura elegante e riconoscibile, capace di trasformare fragilità e immagini intime in narrazione musicale. Dall’altra Emanuele Contis, compositore e sound designer che da anni lavora tra cinema, serie tv, documentari, cortometraggi, pubblicità e installazioni sonore, costruendo paesaggi sonori evocativi e profondamente immersivi.


Il risultato è un album che sfugge a definizioni immediate. Visionario, sospeso, quasi onirico, Lùmia accompagna l’ascoltatore dentro ambientazioni sonore mutevoli, dove la forma canzone convive con momenti puramente strumentali e aperture cinematiche inattese. Non esiste una direzione rigida o prevedibile: ogni traccia sembra aprire una porta diversa, lasciando spazio tanto alla parola quanto al
silenzio, tanto all’emotività della voce quanto alla forza evocativa del suono. L’incontro tra Porceddu e Contis non si traduce mai in una sovrapposizione forzata di linguaggi. Al contrario, i due artisti dialogano mantenendo intatte le rispettive sensibilità, trovando proprio nella contaminazione il punto più autentico del progetto. La scrittura intima e umana di Ilaria si intreccia così con la ricerca sonora
e cinematografica di Emanuele, dando vita a un lavoro che vive di contrasti delicati, atmosfere raffinate e continui cambi di prospettiva. Lùmia è un disco che richiede ascolto e immersione, capace di restituire immagini, sensazioni e spazi interiori più che risposte immediate. Un progetto condiviso in cui nessuna voce prevale sull’altra, ma dove entrambe contribuiscono a costruire un universo sonoro coerente e
profondamente personale. Lùmia è prodotto da Ilaria Porceddu ed Emanuele Contis in co-produzione con Altrove Publishing ed è
distribuito da ADA / Warner Music Italy.

 

di Claudia Nardi


Scuro, "Va tutto bene": la perdita attraverso gli occhi di chi resta 

Il dolore trasformato, raccontato, abbracciato. Dal 9 aprile 2026 arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali “Va tutto bene”, il nuovo singolo del progetto artistico di Stefan Scuro. Una pop ballad delicata e introspettiva che sceglie la via della sottrazione per raccontare uno dei temi più complessi e universali: la perdita.

 

Guidato da un arpeggio di chitarra che si insinua con discrezione, il brano costruisce un’atmosfera sospesa, quasi ovattata, in cui il ricordo di un amico scomparso prende forma senza mai diventare retorico. Scritto, composto e prodotto dallo stesso artista, “Va tutto bene” si muove su un equilibrio sottile tra malinconia e consolazione.

 

Più che soffermarsi sul dolore individuale, Scuro allarga lo sguardo alla dimensione collettiva del lutto. Il fulcro del racconto diventa la comunità di chi resta: un gruppo di persone che si sostiene, si abbraccia, si protegge. È proprio in questa condivisione che il dolore si trasforma, trovando una nuova energia capace di spingere avanti. Il cuore del brano sta nella sua contraddizione più potente: quel ripetersi quasi ossessivo di “va tutto bene” che stride con la realtà, ma che allo stesso tempo diventa un meccanismo umano di sopravvivenza. Una frase che non nega la sofferenza, ma la attraversa, provando a darle un senso.

 

Con questo singolo, Scuro firma una canzone intima ma profondamente riconoscibile, capace di parlare a chiunque abbia sperimentato l’assenza e la necessità di andare avanti. Una carezza musicale che non offre risposte facili, ma accompagna, con delicatezza, nel processo più difficile: quello di continuare a vivere.

 
 

di Maria Romana Barraco

 

 


Uno sport a parte: Amelie e la sua "Ginnastica"

Tra le nuove uscite della stagione, segnatevi lei: AMELIE, fuori con la sua "Ginnastica". Un brano che racconta il momento in cui l'amore smette di essere leggerezza e diventa un allenamento estenuante. Una riflessione su quanto possa essere faticoso continuare a cadere e rialzarsi, fino a trasformare la fragilità in resistenza. Una canzone che non parla di chi ha smesso di amare, ma di chi ha imparato a farlo con più forza. Un inno a chi trasforma la delusione in energia, la fine in ripartenza, a chi sceglie di non restare fermo nel dolore ma di muoversi, reagire e rinascere. Perché a volte, l’unico modo per restare in piedi… è continuare a fare ginnastica.