Scuro, "Va tutto bene": la perdita attraverso gli occhi di chi resta 

Il dolore trasformato, raccontato, abbracciato. Dal 9 aprile 2026 arriva in radio e su tutte le piattaforme digitali “Va tutto bene”, il nuovo singolo del progetto artistico di Stefan Scuro. Una pop ballad delicata e introspettiva che sceglie la via della sottrazione per raccontare uno dei temi più complessi e universali: la perdita.

 

Guidato da un arpeggio di chitarra che si insinua con discrezione, il brano costruisce un’atmosfera sospesa, quasi ovattata, in cui il ricordo di un amico scomparso prende forma senza mai diventare retorico. Scritto, composto e prodotto dallo stesso artista, “Va tutto bene” si muove su un equilibrio sottile tra malinconia e consolazione.

 

Più che soffermarsi sul dolore individuale, Scuro allarga lo sguardo alla dimensione collettiva del lutto. Il fulcro del racconto diventa la comunità di chi resta: un gruppo di persone che si sostiene, si abbraccia, si protegge. È proprio in questa condivisione che il dolore si trasforma, trovando una nuova energia capace di spingere avanti. Il cuore del brano sta nella sua contraddizione più potente: quel ripetersi quasi ossessivo di “va tutto bene” che stride con la realtà, ma che allo stesso tempo diventa un meccanismo umano di sopravvivenza. Una frase che non nega la sofferenza, ma la attraversa, provando a darle un senso.

 

Con questo singolo, Scuro firma una canzone intima ma profondamente riconoscibile, capace di parlare a chiunque abbia sperimentato l’assenza e la necessità di andare avanti. Una carezza musicale che non offre risposte facili, ma accompagna, con delicatezza, nel processo più difficile: quello di continuare a vivere.

 
 

di Maria Romana Barraco

 

 


Uno sport a parte: Amelie e la sua "Ginnastica"

Tra le nuove uscite della stagione, segnatevi lei: AMELIE, fuori con la sua "Ginnastica". Un brano che racconta il momento in cui l'amore smette di essere leggerezza e diventa un allenamento estenuante. Una riflessione su quanto possa essere faticoso continuare a cadere e rialzarsi, fino a trasformare la fragilità in resistenza. Una canzone che non parla di chi ha smesso di amare, ma di chi ha imparato a farlo con più forza. Un inno a chi trasforma la delusione in energia, la fine in ripartenza, a chi sceglie di non restare fermo nel dolore ma di muoversi, reagire e rinascere. Perché a volte, l’unico modo per restare in piedi… è continuare a fare ginnastica.