Cinema e Teatro

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In scena: cosa vedere a teatro a Giugno 2026


Circle Mirror Transformation

Valerio Binasco intesse un delicato e ironico omaggio all’imperfezione portando in scena dal 3 al 14 giugno al Teatro Argentina, Circle Mirror Transformation del Premio Pulitzer Annie Baker, una delle voci più originali della nuova drammaturgia americana, celebre per il suo stile minimalista e la sua raffinata capacità di rappresentare la vita quotidiana.

Un’opera teatrale «coinvolgente, disincantata e acutamente divertente» come l’ha definita il New York Times, che riunisce cinque sconosciuti in una spoglia sala di un centro comunitario per un corso di teatro. Una brillante commedia metateatrale interpretata dallo stesso Valerio Binasco, insieme a Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa e Maria Trenta, nelle vesti di personaggi che, nel corso di sei settimane di esercizi teatrali, stringono legami inaspettati in un susseguirsi di momenti comici e toccanti, per dare vita a uno spettacolo tenero, sorprendente e intensamente realistico che riflette sul teatro e sulla vita, e su come questi siano influenzati dal trascorrere del tempo.

 

«Annie Baker scrive testi che potremmo definire, usando una parola forse abusata, minimalisti: molto vicini a un estremo realismo – dichiara Valerio Binasco – I rapporti tra i personaggi sono costruiti con una tecnica di scrittura straordinaria, che permette di avvicinarsi a tutte le verità possibili, ai sentimenti, senza dichiararli mai esplicitamente. È una sorta di palestra di recitazione, qualcosa che mi seduce da sempre: mi affascinano i testi che contengono regole difficili da afferrare. Ho letto diverse commedie di questa giovane autrice americana e Circle mirror transformation mi ha colpito più delle altre, anche perché è ambientata in una piccola scuola di recitazione. Mi ha conquistato la semplicità umana dei personaggi: non si tratta di attori professionisti, ma sono tutti dei dilettanti. Quelle scuole serali, in cui il falegname o il dentista si riuniscono dopo il lavoro e provano a fare teatro. Questo aspetto mi ha affascinato molto, per la felice umanità insita nel testo. È una storia particolare. I personaggi sono cinque: quattro tra i 50 e i 60 anni, ancora pieni di una vitalità che li spinge a cercare qualcosa che non sanno definire. Hanno alle spalle matrimoni falliti, difficoltà sentimentali, un senso di sconfitta. Attraverso gli esercizi di recitazione cercano una parte di sé che ha voglia ancora di essere degna, che vuole essere ascoltata e accolta in un modo divertito e vivace. In mezzo a loro c’è anche una ragazza di 19 anni, un po’ smarrita, con una situazione familiare a livello genitoriale difficile. Anche lei cerca nel teatro una risposta a troppe domande.

 

Questa scuola può offrire un sorriso dentro quell’inevitabile sconfitta che regala il tempo. Nei testi della Baker spesso ci sono persone chiuse in uno spazio — una stanza o una clinica per delle ricerche e per studio, un vecchio cinema che deve chiudere — costrette a fare conversazione e a esibirsi davanti agli altri, in qualche modo, raccontando pezzi delle loro vite. Tra le varie nuance di questo schema piuttosto ripetitivo per il teatro di Annie Baker c’è questa possibilità di andare a spiare di nascosto le lezioni serali di recitazione per dilettanti di un paesino rurale del Vermont. Ma potrebbe essere ovunque. Gli esercizi teatrali — urlare, piangere, fare finta di amarsi e odiarsi: il gioco della recitazione — spinge ogni giorno i personaggi ad avvicinarsi alle loro verità segrete. Più che una scuola di recitazione, è una scuola di verità, in cui la maestra interpretata da Pamela Villoresi conduce questi allievi ad esprimere ciò che sentono realmente. È come dire: la vera recitazione avviene solo dopo che hai fatto i conti con la tua essenza più profonda

 

Teatro Argentina

3 – 14 giugno 2026

 

Circle Mirror Transformation

di Annie Baker

traduzione Monica Capuani e Cristina Spina

regia Valerio Binasco

con Valerio Binasco, Pamela Villoresi, Alessia Giuliani, Andrea Di Casa, Maria Trenta

scene Guido Fiorato

costumi Alessio Rosati

luci Alessandro Verazzi

suono Filippo Conti

video Simone Rosset

regista assistente Fiammetta Bellone assistente regia Eleonora Bentivoglio

assistente scene Lorenzo Rostagno

assistente costumi Rosa Mariotti

produzione Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale

Circle Mirror Transformation is presented by special arrangement with United Talent Agency e per tramite dell’Agenzia Danesi Tolnay

 

 

orari spettacoli: mercoledì 3 giugno ore 20, giovedì 4 giugno ore 19 I martedì e venerdì ore 20

 mercoledì e sabato ore 19 domenica I giovedì 11 giugno ore 17
durata spettacolo: durata 1 ora e 50’ senza intervallo


Ale & Franz - Capitol'ho

Ale&Franz, il duo comico italiano per eccellenza, torna a teatro con un nuovo originale spettacolo che ne ripercorre la trentennale carriera, affiancando ai loro personaggi più iconici e surreali nuovi ospiti disposti ad entrare nel loro strambo universo con l'ironia che da sempre li contraddistingue. Il duo comico rilancia e raddoppia con un lavoro che confonde le carte e segna l'inizio di una nuova era. Un ennesimo CAPITOL’HO della nostra storia. Unica costante? Sarà il pubblico a scoprirlo.

 

PROSSIME DATE DEL TOUR

 

2 febbraio 2026 - Teatro Galleria (Legnano, MI)

4 febbraio 2026 - Teatro Donizetti (Bergamo)

5–6 febbraio 2026 - Teatro Cavour (Imperia)

10–11 febbraio 2026 - Teatro Nuovo Giovanni da Udine (Udine)

12 febbraio 2026 - Teatro Pier Paolo Pasolini (Casarsa della Delizia, PN)

13–14 febbraio 2026 - Teatro Toniolo (Mestre, VE)

19 febbraio 2026 - Teatro Alessandrino (Alessandria)

20–21 febbraio 2026 - Politeama Genovese (Genova)

22 febbraio 2026 - Teatro Comunale (Ventimiglia, IM)

24 febbraio 2026 - Teatro Accademia (Conegliano, TV)

25 febbraio 2026 - Teatro Orazio Bobbio (Trieste)

27 febbraio 2026 - Teatro Sociale Cajelli (Busto Arsizio, VA)

28 febbraio 2026 - Teatro Sociale (Bellinzona, CH)­

 


ALTRI SPETTACOLI - IN SCENA A TEATRO

Nera a metà

Il nuovo anno all’Altrove Teatro Studio si inaugura nel ricordo di Pino Daniele con NERA A META’, spettacolo di e con Ottavia Bianchi, in scena in prima assoluta l’11 gennaio, accompagnata dai musicisti Giacomo Ronconi e Gino Binchi.

C’è una bambina dalle guance paffute seduta per terra. L’anta del grande mobile del salotto è aperta ed entrando s’intravede solo la punta della sua scarpetta lucida. Lei non solo ha aperto lo sportello proibito, ma ci si è ficcata tutta dentro, per poter sentire l’odore dei vinili, proprio quelli che non si devono toccare, anzi, “che non si devono neppure guardare”. Invece lei li ha tirati fuori, guarda le copertine colorate, le passa al setaccio e le sfoglia come fossero petali di fiori sconosciuti, gioca col piumino che serve alla pulizia dei dischi e se lo passa sul viso. Se suo fratello e sua sorella maggiori se ne accorgessero, sarebbero guai ma la musica proibita è irresistibile. E, come se non bastasse, la bambina va oltre: sceglie il suo vinile, poi trascina faticosamente la sedia accanto al mobile per arrampicarsi e mettere su il disco. Sulla copertina c’è la foto di un signore, paffuto anche lui come lei, con la faccia buona e i capelli lunghi. E una scritta, bellissima, che, anche se ancora non sa cosa voglia dire, parla al suo cuore. Sul disco c’è scritto “Nero a metà”.

Il trio Bianchi, Ronconi, Binchi, ormai consolidatissimo dopo anni di concerti e spettacoli insieme e dopo la collaborazione per l’album “Ecco il mio cuore”, si ricongiunge stavolta per un viaggio musicale diversissimo dai precedenti. “Nera a metà” non è solo un omaggio alla grande musica di Pino Daniele, attraverso una voce femminile ma è anche il racconto di un ringraziamento, in grande parte autobiografico, e di una scoperta avvenuta in un tempo lontano, quello dell’infanzia, continuata poi per tutta la vita, fino alla sera della morte del grande chitarrista.