Referendum Giustizia, si accende il dibattito sulla separazione delle carriere

Pubblicato il 20 febbraio 2026 alle ore 17:45

Platea gremita e dibattito serrato al Circolo dell’Aeronautica di Roma per l’incontro “Separazione delle Carriere: le ragioni del SÌ, le ragioni del NO”, promosso da Realtà Forense e Penale Diritto e Procedura. A un mese dal referendum, l’evento ha registrato una partecipazione straordinaria di professionisti, magistrati, avvocati, accademici, giornalisti e cittadini, confermando l’interesse e la centralità del tema nel dibattito pubblico. Un tema che divide e accende il dibattito su più livelli, a cominciare dalla natura sostanziale della riforma

 

"Il punto fondamentale non è la separazione delle carriere in sé, ma l’intervento sull’organismo di autogoverno, presidio di equilibrio costituzionale. È lì che si incide in modo strutturale" ha sottolineato la Vicepresidente del Senato Anna Rossomando, tra i sostenitori del NO, evidenziando come la riforma tocchi l’architettura dell’ordinamento giudiziario, sollevando interrogativi di sistema che vanno oltre lo slogan referendario. Nel merito tecnico e portavoce anch'essa delle ragioni del NO, è intervenuta la Prof.ssa Donatella Curtotti, ordinario di Procedura Penale all’Università di Foggia, ribadendo la necessità di garanzia di parità delle parti a partire dalla revisione delle norme del codice e della disciplina delle indagini. 

Di segno opposto la posizione dell’Avv. Giandomenico Caiazza, già Presidente dell’Unione Camere Penali, che sostiene un allineamento alle principali democrazie contemporanee e ribalta la prospettiva: "Non chiediamoci perchè sostenere la separazione, riflettiamo piuttosto sulle ragioni per esservi contrari". A favore del quesito del referendario è anche il Presidente della I Sezione Penale della Corte di Cassazione, Giacomo Rocchi, che ha richiamato il ruolo centrale del giudice nella società, un disegno a suo avviso coerente con l'articolo 111 della Costituzione, ma di fatto non del tutto compiuto con la separazione delle carriere. 

Il Consigliere Alberto Cisterna, Sostituto Procuratore Generale presso la Corte di Cassazione ha evidenziato criticità di merito: le ragioni del NO affondano le radici sulla mancanza di alcuni passaggi decisivi all'interno del testo. Questo aspetto, a suo avviso, merita un’attenta riflessione sul piano delle garanzie. Sostiene invece il Si' l'On. Enrico Costa, Vicepresidente della II Commissione Giustizia della Camera, che ha definito il confronto "una delle prime occasioni per affrontare la riforma davvero nel merito". L'Avv. Franco Moretti, Presidente del Comitato Avvocati per il NO, invita alla prudenza: "Questa riforma ha un nome fuorviante: non è vera separazione delle carriere e comporta un prezzo altissimo". Tra gli interventi anche quello del Prof. Giorgio Spangher, emerito di Procedura Penale alla Sapienza Università di Roma, e del Presidente della Camera Penale di Roma, Giuseppe Belcastro.  

A moderare l’incontro il Prof. Fabrizio Galluzzo, mentre i saluti introduttivi sono stati affidati all’Avv. Andrea Borgheresi, Presidente di Realtà Forense e Delegato Cassa Forense, e all’Avv. Francesco Campagna.

"Quello di oggi è stato un dibattito di grande rilievo che ha messo in luce, sotto un profilo meramente tecnico-giuridico, tutti gli aspetti di una riforma destinata a cambiare il percorso storico del nostro Paese - dichiara Borgheresi, apertamente sostenitore del SI' - nella convinzione che il confronto serio e documentato sia il presupposto di ogni scelta consapevole".